AD ITALIA LA GRANDE BELLEZZA

AD ITALIA LA GRANDE BELLEZZA

Sotheby’s London dedica all’artista francese, recentemente selezionato da LVMH per partecipare a “Louis 200”, selling exhibition incentrata sulla serie Roma.

C’è un segreto, qualche volta inesprimibile, in ogni immagine fotografica. E la serie Roma di Julien Drach, proposta da Sotheby’s London fino al 21 febbraio in un’interessante selling exhibition, conferma e rafforza questa impressione. Con una sostanziale differenza: negli scatti dell’artista francese classe 1973, il segreto non si nasconde solo entro i margini delle sue preziose inquadrature, ma precede e documenta lo stesso atto fotografico. Questo segreto non è altro che un disincantato e metodico ricercare, quasi la frenesia di un ostinato flâneur che supera la sterile dimensione contemplativa per calarsi senza pregiudizi nella vita reale della Città Eterna.

E ama perdersi in una nuova dimensione di osservatore che intende svelare la sostanza della Storia celata fra le pieghe della quotidianità. Sarebbe scontato e ingenuo, oltreché riduttivo, parlare di Grand Tour, considerato il suo grande amore per il nostro Paese: “Roma” di Drach nasce piuttosto da una deriva attenta e metodica, con l’intento programmatico, per citare Guy Debord e gli amici-nemici lettristi, «di guardare ogni cosa come se fosse la prima volta», un processo creativo in cui lo scatto fotografico è solo l’episodio conclusivo.

In fondo si tratta di un procedere che ricorda il cinema classico, con i suoi spesso tormentati sopralluoghi, la ricerca della giusta illuminazione, l’attesa dell’attimo fuggente per girare. Un mondo che l’artista transalpino conosce bene. Le immagini di “Roma” vivono però di silenzi, evitano la figura umana, indagano ciò che rimane davanti ai nostri occhi oltre il passare del tempo e delle stagioni. Un tempo delle cose che non è declinato né al passato né al presente, che evoca un futuro di polvere e rimozioni, che comunica una sincera nostalgia per una “grande bellezza” sempre più ignorata, trascurata, dimenticata.

Julien Drach “Roma”.

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